amore, odio, morte.
SAMUEL FULLER
...meltin'pot...
giovedì sono finita in ospedale svenuta formicolio alle mani piedi bocca viaggio in autoambulanza viaggio onirico voglio lui voglio lei dov'è il mio cane? con chi rimane piango tutto ovattato io non avevo la forza per stare in piedi sveglia tutto girava vomito urla pronto soccorso tu non mi porti via i miei figli io ti denuncio sei la 15° ma arrivano casi più urgenti sangue follia voglio andare a casa ti prego portami a casa mamma sto male ho paura cosa succede a lavoro cosa dico è un bastardo paolo la nonna come sta? è in ospedale viene operata prossima settimana carver i racconti cattedrale telefonate parlo margherita marigrazia maria valerio laura silvia alessandro tutti mi chiedono ivan mi chiama da Roma viaggio forse si forse no devo finire di scrivere il mio oggetto corso di scritturacreativa sto a casa oggi domani martedì ballare scrivere .... voglio farmi i cazzi miei.
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Tanti baci senza un perchè
di Stefania Rossini
Studenti a scuola. Amici nei bar. Politici a congresso. Tutti con tutti. Il gesto dilaga sempre più. Come fermarlo?
Nicolas Sarkozy e Angela MerkelLa foto di Nicolas Sarkozy che porge la guancia al bacio di Angela Merkel, palesemente rapita dal piglio maschio del francese, racconta più di un idillio politico, peraltro pericolante. Sembra il manifesto di una tendenza allo sbaciucchio che non travolge soltanto politici in cerca di intese, ma si diffonde a macchia d'olio negli usi e costumi di noi tutti.Fateci caso. Basta passare davanti a un liceo di mattina, al momento dell'ingresso: ragazze e ragazzi, che non si vedono da meno di 24 ore, sono lì a baciarsi in una serie di saluti incrociati per classi di età e gruppetti di appartenenza. Basta trovarsi a cena in casa di amici e conversare senza impegno con ospiti sconosciuti: di lì a poco vi baceranno, e voi li bacerete, chiedendovi quasi sempre perché lo fate. Ma lo fate. Basta partecipare a una qualsiasi manifestazione pubblica e l'oratore, o leader o autore di libro che sia, non avrà avuto successo se in conclusione non sarà baciato dai presenti allineati in fila indiana. Basta persino incontrare un conoscente per strada, scambiare due notizie sul tempo, e sembrerà a entrambi impossibile lasciarsi senza il bacio di commiato. Non si sfugge più alla guancia umidiccia, al colpetto sulla spalla, al buffetto di intesa. Tranne pochi scontrosi resistenti, gli italiani oggi si baciano affratellandosi senza affetto in questo moderno, e ormai ovvio, cerimoniale. Ultimamente Pietro Citati notava come il dilagare del 'tu' indifferenziato, confidenza che pretende di esprimere l'epoca dell'amicizia universale, riveli in realtà la fine di ogni rapporto personale. Se è così per il 'tu', che ha sostituito quel cauto 'lei' capace di misurare distanza e diversità, figuriamoci per il bacio. Nato nella notte dei tempi nel segno di una carnale intimità (pare che le nostre antenate praticassero lo svezzamento bocca a bocca, come gli uccelli) era rimasto patrimonio dell'eros e dell'arcaica soddisfazione orale. Ora rivive sotto il segno del rito sociale tra semiestranei, quasi a negare il profondo disinteresse reciproco.
Quando, nel 1979, il leader sovietico Leonid Breznev unì ad occhi chiusi le proprie labbra a quelle del premier della Germania orientale Erich Honecker, la foto fece il giro del mondo e segnò l'inizio di un epoca. Poco interessava che il bacio sulle guance e sulla bocca fosse una tradizione dell'Est europeo: quei due uomini, veri e duri per statuto ideologico, che si baciavano con ambiguità, dettero il segnale di uno smottamento simbolico. Non sarà un caso se a partire da allora nel mondo politico di ogni colore ci si bacia e ribacia come se si stesse sempre a una festa di matrimonio. La tentazione del riserbo non assale, per esempio, Walter Veltroni e Francesco Rutelli che ci fanno sopra pure le moine. Quando un anno fa visitarono insieme la Domus Aurea fermandosi davanti al 'mosaico della vendemmia'( uomini nudi a grandezza naturale che pigiano l'uva) sussurrarono ai giornalisti: "Ci siamo baciati, ma non ditelo alle nostre mogli". Niente di male, tutto fa audience politica, ma ce lo vedete Togliatti che sbaciucchia De Gasperi o Moro che si strofina a Berlinguer? Neanche i passaggi di consegne istituzionali sono ormai esenti dal bacio obbligato. Valgano per tutti Casini che non lascia la Camera prima del dovuto guancia a guancia con Bertinotti o Napolitano che al giuramento del governo Prodi bacia, chissà perché, solo Emma Bonino.Negli eventi e nelle feste della politica, come nelle campagne elettorali, lo sbaciucchio ha comunque stravinto sui vecchi gesti virili di saluto, pugno chiuso compreso. "Dammi un bacio segretario" hanno gridato in molti a Fassino con gli occhi lucidi, il giorno del suo addio, a chiusura dell'ultima Festa dell'Unità. E si sono messi in fila ad aspettare il turno, prima i dirigenti, poi se c'è tempo un bacio a tutti. Alle donne pubbliche, che sommano la presunta baciabilità femminile alla notorietà, va persino peggio. Quando sembrava che toccasse a lei l'investitura da leader dei democratici, Anna Finocchiaro fu travolta al congresso di Firenze dal bacio di massa di militanti femmine a cui si apriva finalmente il pertugio del potere (come si è visto, subito richiuso d'ufficio). Rosy Bindi, che si è presa da sola l'investitura da candidata, ha invece affinato in campagna elettorale una tecnica di salvataggio: se riesce a schivare l'assalto del primo bacio, il secondo non osa, ed è fatta.
Ma sul bacio politico Berlusconi ha fatto scuola durevole, mostrando come si dimostrino mediaticamente utili le affettuosità sia con gli amici premier, da Putin a Bush, sia con i sodali italiani. Lo batte in quantità soltanto Salvatore Cuffaro, presidente della regione Sicilia, non a caso detto vasa vasa. Cuffaro bacia tutti, centinaia di baci a centinaia di estranei, ogni giorno, da una vita. E lo teorizza pure. Nel libro 'Il coraggio della politica' scrive: "Il bacio è simbolo di una capacità di umanizzare la politica che non si lascia assorbire da nessun formalismo e dalla differenza dei suoli sociali". Un'arma elettorale insomma, ma anche un modo sicuro per neutralizzare l'infortunio, se tra migliaia di baci ce ne scappasse uno sospetto (Andreotti docet). Altro caposcuola e responsabile del bacio a tutti i costi è Roberto Benigni, ma i suoi sono colpi di teatro a scapito dell'inerme di turno: spiazzano invece di compiacere e sono difficili da imitare. Il bacio socialmente vincente è quello dell'incontro fugace di guance, solo raramente reso più intenso dal sonoro o dall'umido. È la trasposizione corporale dei tvb (ti voglio bene) dei messaggini telefonici degli adolescenti, ormai chiusura obbligata di comunicazioni anche tra molti adulti. È il contrario del rapporto, dicono gli psicologi: il contatto virtuale al posto dell'incontro reale. C'è una sola categoria ancora indenne dal trionfante e asettico saluto. È quella degli irriducibili del baciamano, come Francesco Cossiga, Luca di Montezemolo, Maurizio Gasparri o Tony Renis. Forse conviene imitarli, cercando magari di non incorrere nell'infortunio di Rocco Bottiglione che a forza di baciare mani di madame e madamine nella sua intensa (e sfortunata) campagna a candidato sindaco di Torino, pare abbia baciato con trasporto anche la mano tesa di un transessuale. Per tutti gli altri c'è un'unica via d'uscita. Quando è in arrivo l'interlocutore col bacio già dipinto sulle labbra, bisognerebbe stendere il braccio rigido e ingiuntivo imponendo la vecchia stretta di mano. Ma si passerebbe per inibiti, per fobici, per asociali. Cioè per persone normali.
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Etichette: RECENSIONI
c'è un tempo per le treccine e un tempo per i capelli corti...
tic... tac...
c'è un tempo per la paletta ed il secchiello e un tempo per lo smalto sulle unghie...
tic... tac...
c'è un tempo per gli aquiloni colorati e un tempo per le auto di lusso...
tic... tac...
c'è un tempo per il batticuore e un tempo per la pace...
tic... tac...
c'è un tempo per il dolore e un tempo per la sua accettazione...
tic... tac...
c'è un tempo per le passioni selvagge e un tempo per la serenità...
tic... tac...
c'è un tempo per annoiarsi e un tempo per divertirsi
tic..tac...
c'è un tempo per gli amici e un tempo per te...
tic... tac...
c'è un tempo per le urla e un tempo per le frasi sussurrate...
tic... tac...
c'è un tempo per i sogni e un tempo per riporli in un cassetto...
tic... tac...
c'è un tempo per tutto o forse tutto ha un tempo...
tic...tac...
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15:04
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Per festeggiare i suoi dieci anni di vita e il nuovo anno accademico LA MACCHINA DEI SOGNI ti invita nella nuova sede... al cubo!
Lunedì 1 Ottobre 2007a partire dalle 19.30 fino alle 24.00
c/o BOOKSHOP CAFFETTERIA DEGLI ATELLANI
Via della Moscova, 28 - Milano(Mediateca di Santa Teresa)
MANGIARE, BERE, UOMINI E DONNE:buffet, bar, proiezioni e tanti amici per festeggiare... nuove connessioni!
Durante la serata si esibira' il FRANCESCA CARATOZZOLO IN TRIO che proporra' un repertorio di jazz classico, swing e colonne sonore.
Presenteremo le nostre ultime pubblicazioni non che' l'imprescindibile corso dell'anno:
the next GENEREtion <http://www.macchinadeisogni.org/corsi/genere.htm>
L'invito non e' personale ed e' cedibile: PIU' SIAMO E PIU' CI SI DIVERTE!
MACCHINA DEI SOGNIMediateca - Bookshop e Caffetteria Degli Atellani - Via della Moscova 28 - MilanoMetropolitanza: MM2 Moscova - MM3 Turati - Linee urbane: 3, 4, 12, 14, 41, 43, 51, 61, 94Tel. 02-8357215 - E-mail:info@macchinadeisogni.org
Sito:www.macchinadeisogni.org <http://www.macchinadeisogni.org/>
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12:17
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L'arroganza altrui è sempre disarmante.
Il disagio altrui è sempre disarmante, a volte perchè non sai come affrontarlo e a volte perchè ti viene scaricato come una secchiata d'acqua. NOn si sa mai bene come reagire.
E' molto più semplice aggredire l'altro invece che aggredire se stessi raccontandosi i propri dubbi problemi o insoddisfazioni. L'ho fatto in passato e ora lo stanno facendo con me.
Ma oggi mi rendo conto che non ho più le spalle così larghe per sopportare di più.
Se non si riesce a comunicare, forse è meglio imparare.
Forse è meglio smettere di avere paura delle persone... non tutte vogliono tradire.
Davanti a tanta rigidità io volto le spalle andando avanti per la mia direzione,non so più cosa fare se non riprendere il volo e vivere bene.
mi è stato detto:"Fai la tua vita!! che io mi faccio la mia!"
e chi l'ha mai messo in DUBBIO!... ho sempre costruito giorno dopo giorno la mia vita sia da sola che in coppia.
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Etichette: RIFLESSIONE
non dovremmo mai dimenticare che siamo noi a creare la nostra creatività e a immaginare la nostra immaginazione
Hanif Kureishi
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Etichette: CITAZIONI, RIFLESSIONE

Incontri inaspettati... incontri non prevedibili....
Mi chiamano, mi giro...
emozioni incontrollabili, lacrime... anche queste inaspettate.
Di colpo il cuore batte velocemente, i rumori della strada diventano ovattati.
Incontro che non centra, incontro che non doveva esserci.
Guardare negli occhi e vedere o riconoscere un'altra persona, le parole non escono,
il nome non esce, confusione.
Cosa sta succedendo?
Non riesco a muovermi.
Come stai? Bene!... ma in quel momento era tutt'altro che bene.
Ero svuotata, di colpo.
Appena prima ridevo e mi intenerivo guardando dei cuccioli di cani, un secondo dopo il mio corpo diventa rigido.
Asciugo le lacrime, cerco di parlare.
Mi è stata fatta una precisa domanda: Come stai?
E come sto? ( come stai, rispondi cazzo!) Bene!.... sto facendo questo, sto facendo quello, fra pochi giorni inizio questo corso.... Vorrei dire e chiedere tutt'altro, ma non è il momento né il luogo giusto.
ma io sto bene!
...Dai,
al di la di tutto lasciami il tuo numero.
Incontrare un tuo amico è stato come riincontrare te... cosa inaspettata oramai.
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20:47
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Se vuoi vedere le valli,
sali in vetta a una montagna;
se vuoi vedera la vetta di una montagna,
sali su una nuvola;
se invece aspiri a comprendere la nuvola,
chiudi gli occhi e pensa.
Kahlil Gibran
www.aurorablu.it/gibran/kg.htm
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13:04
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...vorrei essere da tutt'altra parte, di preciso non so dove...
Mi ritrovo senza neanche accorgermene seduta su un bus rosso... un bus londinese....
Seduta su un sedile del secondo piano a guardare con il mio silenzio la città. Stesso percorso tutti i giorni.
Oggi a distanza di anni risento quel silenzio. Una preghiera, un ricongiungimento.
Mi sono rinchiusa in casa, ho lasciato tutto fuori. Questa sera c'è vento, è forte...sibila.
Un'insalata, una fetta di carne un bicchiere di vino. L'ansia dei mesi passati è quasi andata via. Ci sono solo io con i miei desideri.
THERE IS ALWAYS A HOPE
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Etichette: IO
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“Massimo Silenzio” è una installazione di luci e colori tra storia e futuro ideata da Giancarlo Neri e realizzata grazie alla collaborazione e al sostegno di ENEL, con la produzione di Zètema Progetto Cultura in collaborazione con Hfilms.10.000 globi luminosi, posti direttamente a terra, che cambiano colore lentamente e in dissolvenza nel magico scenario del Circo Massimo. ... VEDERLA DAL VIVO IN PIENA NOTTE è stata una magia.... Così come, è stato magico il weekend a Roma... girare con gli amici (mi
hanno fatto camminare dalle 4 del pomeriggio fino alle 4 del mattino!)... il concerto di Battiato al campidoglio.. il lancio della monetina alla fontana di trevi!... e infine, il mio amico Cicerone che mi raccontava ogni angolo di Roma.
Questa è stata la mia seconda volta a Roma, ritornerò!
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Etichette: APPUNTAMENTI
Incontro qualcuno che pur non conoscendomi mi chiede una parola dolce... una parola che possa alleviare il dolore e la tristezza.
Lui aveva bisogno di essere cambiato... io l'ho fatto. Voleva essere imboccato, l'ho imboccato.
C'è chi mi ha detto ho paura di morire e chi mi ha detto sto morendo... e l'ha fatto.
Io ero lì che gli tenevo la mano, lui mi ha fatto capire che non ce la faceva più. Voleva che gli staccassi tutti i tubi, aghi, togliessi coperte... voleva essere nudo... voleva essere libero.
Poco dopo è andato via.
Una giornata di fine Marzo,
il sole andava e veniva, le nuvole erano grigie e ben definite...
I medici erano li, cercavano di rianimarlo, io dalla fessura della porta guardavo.
Mio nonno non si muoveva più. Mio nonno aveva finalmente smesso di soffrire.
Tutte piangevano, io no.
Io ho pianto dopo, ho pianto dopo mesi, io piango adesso.
E' rimasta mia nonna. Sola. Si è lasciata andare al dispiacere, io quasi non la riconosco più.
Ora è lei che sta male, ora è lei che è spaventata da quello che può succedere.
Dopo 15 giorni in ospedale ad Agosto, due sere fa insieme a mia madre l'ho accompagnata in ospedale.
Ricovero.
Mentre dava i suoi dati la guardavo, mi faceva tenerezza. Ho pianto in quell'immenso corridoio buio, lei non mi doveva vedere. Io le dovevo dare forza. Mi ha chiesto di spogliarla, le ho tolto i vestiti e le ho messo la camicia da notte, come in passato faceva con me.
Siamo rimaste con lei fino a mezzanotte e mezza.
L'ho abbracciata e dato il bacio della buona notte.
L'abbiamo lasciata lì e il nostro cuore si faceva piccolo piccolo... e nella mente sia mia che in quella di mia madre continuava la domanda cosa significa la sigla K?cosa vuol dire sospetto K?...
Ho ceduto alla mia tristezza, non sto consumando un solo lutto... ho chiamato avevo bisogno di una parola o anche del silenzio sapere che c'era anche se i nostri sguardi non si incrociano più... non mi ha risposto...
Io sono stanca.
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Etichette: IO
Credo che il troppo rigore faccia veramente male!
Il seguire un'ideologia, credere in una persona e nel suo pensiero non deve per forza modificare a 360° il tuo modo di essere e pensare.
Il credere deve arricchire e non togliere.
Ciò che ascolti, leggi,vedi, deve essere metabolizzato e integrato con il proprio essere, senza lasciare che ti trascini verso la totale mancanza di essenza.
Ho sempre avuto paura dei grandi gruppi, compagnie o comunità, li ho quasi sempre visti come potenziali nemici della mia personalità e individualità...
in parte sono attacchi a quella che è la libertà di opinione e espressione.
Si viene spesso condizionati da: se mi comporto così cosa può pensare tizio, se dico questo l'amico x si offende... se faccio così non è carino etc etc etc.....
Troppe paralisi mentali, senza mai riuscire a essere "educatamente diretti" ed "educatamente" liberi di essere ciò che si è!
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Etichette: RIFLESSIONE
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