martedì 23 marzo 2010
Il concetto di amicizia in Aristotele
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martedì 16 febbraio 2010
L'effetto dell'anestetico a lunga scadenza è svanito
Chi se lo aspettava, pensa lei.
L'effetto dell'anestetico a lunga scadenza è svanito.
Il suo stomaco è chiuso, un leggero dolore la coglie impreparata.
Come un pugno che afferra le sue budella.
Ecco ,questa è l'immagine che ha,
qualcuno le stringe le budella e la tiene sollevata.
Un dolore che nello stesso tempo ha un che di piacere.
E' il piacevole fastidio di chi aspetta...
aspetta lui.
L'effetto dell'anestetico a lunga scadenza è svanito.
sente un altro bruciore: spaesamento.
E' nel suo letto, grande e pulito.
Lui questa sera non c'è. Lei ha quasi la sensazione di smarrimento.
A chi si abbraccia questa sera?... essere nuda
Desiderio di abbracci.
L'unico modo per addormentarsi,
Domani li avrà.
...
Finalmente il giorno è arrivato.
La notte è passata fra poco lo vede,
allora non c'è cosa più bella che prepararsi per lui,
per l'incontro della mattina.
Suona il telefono, un messaggio : buongiorno, bacio bacio.
risposta: bacio bacio
Stadi di ansia controllati... rallentare per poi assaporare.
...
Un punto di domanda.
Lo sguardo cade su un dettaglio, si fa finta di niente?
dentro brucia, per la quiete della storia è meglio non dire.
Anche questo vuol dire crescere insieme?
...
Allora non parliamo delle sue ansie
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giovedì 28 gennaio 2010
PICCOLI BACI
...
...
...
Così, senza pensare ciò che mi colpisce
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14:46
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Etichette: IO, relazioni, RIFLESSIONE
giovedì 10 dicembre 2009
martedì 1 dicembre 2009
Charlie brown non basta. Perchè l'hai fatto? Tu perchè l'hai fatto?
Zero sonno, charlie brown non basta! Il tasto dormi si è inceppato...
Non ci sono più le mezze stagioni ma neanche quelle intere.
Come si fa a distinguere la realtà dai file virtuali?
Come si fa a far si che la propria identità non venga risucchiata dal formicaio produttivo?
Come si fa?...
Del resto è la prima volta che sei su questa terra, hai ragione nessuno ti ha detto come si fa.
E allora? Tutti inglobati nelle paure. Bloccati fermi immobili.
Credi di spostare macigni pesanti, invece sono solo convinzion
i.A cosa credi? A chi credi? Credi a te stesso? Ma realmente sincero? ... Ti puoi nascondere dietro a personaggi animati frutto della tua immaginazione, illusione, ma il corpo ti tradisce... La mente è staccata, stride con la tua postura, il tuo sguardo non è antagonista delle tue mani. La tua voce non ti prende per mano. Tu non sei tu. Lo sai questo?
Io ti guardo, ti osservo, ma chi sei realmente?... Non sai darmi risposta, non sai darti risposta. E allora io ti guardo, ti osservo.
Lo scheletro sei tu stesso.
Gli equilibri vengono rimescolati, buona fortuna a te ma soprattutto a me che guardo ad oggi non più a ieri e neanche a domani. Oggi, ora, adesso, il secondo.
Perché l'ho fatto? E tu perchè l'hai fatto? Ha importanza ora il perchè?
Questi usignoli cantano, ma perchè cantano a quest'ora? Non è che si stanno montando la testa? Pensano forse che qualcuno li stia ad ascoltare?
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lunedì 30 novembre 2009
mercoledì 23 settembre 2009
approfondimenti sull'essere umano NARCISISTA
Gli psicoanalisti definiscono narcisistiche le personalità organizzate intorno al mantenimento della propria autostima tramite le conferme provenienti dall'esterno. Tutti noi siamo in una certa misura suscettibili circa la nostra identità personale e il nostro valore e cerchiamo di vivere in modo da sentirci bene con noi stessi. Il nostro orgoglio viene aumentato dall'approvazione e ferito dalla disapprovazione. In alcuni di noi la continua ricerca di "rifornimenti narcisistici", o sostegni dell'autostima, eclissa talmente ogni altra questione da farci apparire eccessivamente concentrati su noi stessi. Il narcisismo, normale o patologico, è un argomento cui Freud (1914b) ha prestato un'attenzione ricorrente. Egli trasse il termine dal mito greco di Narciso, il giovane innamorato del proprio riflesso nell'acqua, che morì per un desiderio che la sua immagine non poteva soddisfare. Freud però aveva poco da dire sulla terapia di coloro in cui le preoccupazioni narcisistiche hanno un ruolo centrale.
Si è notato che alcune persone hanno problemi di autostima che non possono essere spiegati unicamente in termini di pulsioni e conflitti inconsci e che, di conseguenza, sono difficili da trattare facendo riferimento a modelli di terapia basati sul conflitto. All'esperienza di tali persone sembra adattarsi meglio un modello di deficit: nella loro vita interiore manca qualcosa.
La persona narcisista ha talmente bisogno di oggetti-sè da far impallidire gli altri aspetti del rapporto. Dunque, il costo più pesante di un orientamento narcisistico è l'arresto dello sviluppo della capacità di amare. Il bisogno soverchiante di essere rassicurati del proprio valore toglie ogni energia per gli altri, tranne che nella loro funzione di oggetti-sè ed estensioni narcisistiche. Il narcisista invia dunque agli amici e ai familiari messaggi ambigui: il suo bisogno degli altri è profondo, ma il suo amore per loro è superficiale.Molti analisti sono convinti che alcune persone si comportano in questo modo perchè a loro volta sono state usate come appendici narcisistiche. E' possibile che i pazienti narcisisti abbiano avuto un'importanza centrale per i genitori o altre figure di accudimento non per quel che erano veramente ma per la funzione che svolgevano. Tale messaggio fa si che il bambino creda che se vengono scoperti i suoi sentimenti reali verrà rifiutato o umiliato. Questa situazione favorisce lo sviluppo di quello che Winnicott (1960a) ha chimato "falso Sè", e cioè la presentazione di quegli aspetti che conosciamo come accettabili.
Un altro aspetto caratteristico dell'educazione di persone che diventano narcisiste è un'atmosfera familiare di continua valutazione. Se sul figlio sono investite aspettative vitali per la propria autostima, ogni volta che le deluderà sarà direttamente o indirettamente criticato. L'atmosfera valutativa di orgoglio e plauso costanti è ugualmente dannosa per lo sviluppo di un'autostima realistica.
Una possibile conseguenza del perfezionismo dei narcisisti è il tentativo di evitare ogni sentimento e azione che esprima la consapevolezza sia della fallibilità personale sia di una realistica dipendenza dagli altri. In particolare, i narcisisti tendono a denegare rimorso e gratitudine. Il rimorso per un proprio errore o un'offesa arrecata implica l'ammissione di un difetto; provare gratitudine per l'aiuto offerto da qualcuno vuol dire riconoscere il proprio bisogno. Poichè la persona narcisista tenta di edificare un senso di sè positivo sull'illusione di non avere nè difetti nè bisogni, teme che l'ammissione di un senso di colpa o di dipendenza tradisca qualcosa di vergognosamente inaccettabile. Scuse sincere e ringraziamenti sentiti saranno quindi rigorosamente evitati o gravemente compromessi nella persona narcisista, con grande impoverimento delle loro relazioni con gli altri.
I narcisisti non ammettono i propri errori e cercano di nasconderli a chi potrebbe scoprirli. I narcisisti si vergognano profondamente di chiedere qualcosa, perchè pensano che ammettere un bisogno denunci un difetto di Sè. Di conseguenza, si trovano in situazioni interpersonali in cui sono profondamente infelici perchè l'altra persona non riesce ad intuire con facilità i loro bisogni e a offrire ciò che vogliono senza che debbano sottoporsi a quella che vivono come l'umiliazione di chiedere.
La risonanza edipica di ogni relazione d'amore fa si che la personalità narcisistica tenti inconsciamente di instaurare una relazione dominata dall'aggressitvità quanto o più che dall'amore, a causa della profonda frustrazione o del risentimento del passato, un passato che nella fantasia dovrebbe essere magicamente superato dalla gratificazione sessuale offerta dal nuovo oggetto. I pazienti narcisisti mostrano una paura inconscia dell'oggetto d'amore, correlata all'aggressività proiettata, e anche una particolare assenza di libertà interna di interessarsi alla personalità dell'altro. La loro eccitazione sessuale è dominata dal profondo risentimento per ciò che viene vissuto come un intenzionale e provocatorio rifiuto della gratificazione primaria; dall'ingordigia, dall'avidità e dalla speranza di appropriarsi di ciò che venne rifiutato nel passato, per eliminarne il desiderio.
Per il partner narcisista la vita va avanti nell'isolamento; la dipendenza dall'altro è temuta in quanto rappresenta il riconoscimento sia dell'invidia che della gratitudine per la dipendenza stessa. La dipendenza è sostituita da un atteggiamento richiedente, che si ritiene pienamente giustificato, e dalla frustrazione quando le richieste non vengono soddisfatte. Si accumulano risentimenti che è difficile mettere da parte.
L'assenza di valori comuni preclude la possibilità di aprire un'area di interessi nuovi che possa offrire una nuova visione del mondo e delle relazioni. L'assenza di curiosità per l'altro sbarra la porta alla comprensione della vita del partner. Le fonti di gratificazione mancano e l'incapacità di contenere la rabbia, la frustrazione cronica e il senso di essere imprigionati dalla relazione finiscono con il prevalere, insieme all'attivazione di conflitti inconsci del passato e all'esplodere della frustrazione de dell'aggressività nella relazione intima della coppia.
In ambito sessuale, l'invidia inconscia dell'altro trasforma l'idealizzazione del suo corpo in svalutazione; alimenta la trasformazione della gratificazione sessuale nel sentimento di essere riusciti ad invadere e incorporare l'altro.
Ci si può chiedere se le personalità narcisiste possano amare solo se stesse. Come ha osservato van der Waals, non è che il narcisista ami solo se stesso e nessun altro: egli ama male se stesso come ama male gli altri.
Nell'esame delle dinamiche sottostanti è di centrale importanza l'invidia preedipica, cioè una specifica forma di rabbia e di risentimento contro un oggetto di cui si ha bisogno ma che viene vissuto come frustrante o rifiutante. La cosa desiderata diventa così anche forma di sofferenza. Per reagire a questa sofferenza si sviluppa un desiderio cosciente o inconscio di distruggere, di sciupare e di prendersi con la forza ciò che viene rifiutato. La tragedia sta nel fatto che l'appropriarsi in modo rabbioso e avido di ciò che viene negato non porta alla soddisfazione, perchè l'odio per ciò che si desidera sciupa ciò che viene incorporato, e il soggetto finisce sempre per sentirsi vuoto e frustrato. Nello stesso tempo, dato che la bontà di ciò che l'altro ha da offrire è fonte d'invidia, la dipendenza da un oggetto d'amore diventa impossibile e deve essere negata. La personalità narcisistica ha bisogno di essere ammirata piuttosto che amata.
Essi vivono la normale reciprocità di relazioni umana come uno sfruttamento e un'invasione. Non possono provare gratitudine per ciò che ricevono dagli altri, di cui possono invidiare la capacità di dare liberamente. La svalutazione degli altri, di contro, soffre di un desiderio di trasformare simbolicamente tutto l'amore e tutti i valori in escrementi.
Il bisogno di distruggere la coppia deriva da un'aggressività primitiva contro la coppia edipica. Questi conflitti inconsci possono essere portati alla patologia dalla relazione madre-bambino. L'aggressione provocata, innescata o rinforzata da una madre fredda e rifiutante, da una trascuratezza grave, precoce o cronica, da una madre dimentica dei bisogni emotivi e della vita interiore del figlio; un rinforzo secondario tramite i conflitti con il padre ( o l'assenza di una disponibilità da parte del padre ) possono indurre invidia e odio intensi verso la madre. L'odio per le donne e l'invidia per esse possono diventare un potente motore inconscio che intensifica i conflitti edipici. Questi uomini odiano inconsciamente la donna desiderata.
Benchè alle volte tende a prelevare la noia sessuale, alcuni continuano a utilizzare gli incontri sessuali per agire l'intensa ambivalenza nei confronti delle donne, di vendetta sadica e anche di complulsiva ripetizione masochistica causata dalla madre. La sindrome di Don Giovanni riflette un ampio spettro di patologia narcisistica maschile: a uno degli estremi può essere un uomo che ha un disperato bisogno di sedurre le donne e viene trascinato in una relazione sessuale che finisce per frustrare ed umiliare la donna del momento; la seduzione è conscia, aggressiva, manipolatoria e abbandonare la donna è un piacevole sollievo. Oppure, l'intensa ricerca compulsiva di nuove avventure può nascere da un'idealizzazione della donna e dal desiderio di trovarne una che non lo deluda.
Un altro sintomo è l'assenza significativa della capacità di gelosia., che spesso indica l'inabilità di provare un sufficiente interesse per l'altro e che rende irrilevante l'infedeltà. Paradossalmente, però, la gelosia può emergere a posteriori. Un alto livello di gelosia può riflettere la ferita narcisista che il paziente sperimenta quando il partner lo abbandona per qualcun altro. Sensazione particolarmente violenta quanto più il partner era stato trattato prima con disprezzo o trascurato. La gelosia che nasce da un tradimento può innescare un desiderio di vendetta.
Questi individui sono paralizzati dall'incapacità di valutare in profondità l'altra persona. Le qualità "ideali" del partner possono venire svalutate, a causa dell'invidia inconscia, mentre la realtà della personalità del partner può essere vissuta come un'invasione, una costrizione, un'imposizione che il paziente interpreta come sfruttamento.
Nella sfera sessuale, a volte, la reciproca esperienza di eccitazone sessuale e di orgasmo viene vissuta e comunicata come ricerca di fusione, di perdono, di dipendenza ed espressione di gratitudine e di amore oltre che di ricerca del piacere. Allora su questi incontri può cristallizzarsi qualche speranza.
Molti pazienti narcisisti devono sperimentare il fallimento di ripetute idealizzazioni di relazioni amorose prima di preoccuparsi per se stessi tanto da essere motivati al trattamento.
Il miglioramento è caratterizzato da una profonda sofferenza, durante la quale il paziente può riconoscere ed elaborare l'aggressività, il desiderio di contrastarne gli effetti e di riparare al danno commesso e subito. Questi processi possono avvenire anche nella vita quotidiana a prescindere dal trattamento.
Un uomo con la tendenza ad ingigantire i propri meriti, una cinica svalutazione degli impegni morali, convinto che il mondo sia egoista, può inconsciamente scegliere una donna con una profonda fede nei valori etici e una profonda ammirazione di tali valori negli altri. Nell'essere attratto da una donna del genere ed essere tentato di calpestarne i valori, come effetto della coazione a ripetere dei suoi conflitti narcisistici, egli può però anche mettere in atto l'inconscia speranza che ella trionfi moralmente sul suo cinismo. Così, i tentativi di guarigione possono svilupparsi dall'ideale dell'Io di una coppia e dai conflitti inconsci passati.
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venerdì 18 settembre 2009
UN MESE FA... ALBE E TRAMONTI IN GRECIA E TURCHIA
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lunedì 14 settembre 2009
Io e Annie...
« Dopodiché si fece molto tardi, dovevamo scappare tutt'e due. Ma era stato grandioso rivedere Annie, no? Mi resi conto che donna fantastica era – e di quanto fosse divertente solo conoscerla… e io pensai a quella vecchia barzelletta, sapete… quella dove uno va da uno psichiatra e dice:
"Dottore, mio fratello è pazzo. Crede di essere una gallina."
E il dottore gli dice: "Perché non lo interna?"
E quello risponde: "E poi a me le uova chi me le fa?"
Be', credo che corrisponda molto a quello che penso io dei rapporti uomo-donna. E cioè che sono assolutamente irrazionali e pazzi e assurdi e… ma credo che continuino perché la maggior parte di noi ha bisogno di uova. »
(Alvy/Woody Allen)
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mercoledì 24 giugno 2009
COLORI
potresti tranquillamente commettere lo stesso errore della prima volta.
Che fai? Quel dialogo che ti scorre in testa non è mai esistito, beh certo, in simili immersioni non è necessario alcun tipo di compensazione, ma ritoccare un momento appena trascorso, nel modo nel quale avresti voluto viverlo, non ti aiuta affatto.
”… la vita è bella perchè le cose ti capitano quando non è mai il momento giusto …”
Giusto
Nessuno dalla parte del giusto,
nessuno ha sbagliato.
Dare e ricevere.
Due colori ad olio vengono uniti,
un'altra puntina di me,
un pizzico di te ed eccolo, un pigmento mai visto.
Tornare al principio? Non è possibile.
Due colori insieme mai si separeranno del tutto.
Pur gettando solo una goccia di noi nel mio mare,
sentirei quel pizzico di te;
pur gettando solo una goccia di noi nel tuo mare,
sentiresti quella puntina di me.
"Stai bene?"
"Quanto Basta."
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venerdì 19 giugno 2009
Per quanto sta in te
E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo
per quanto sta in te: non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole e in un viavai frenetico.
Non sciuparla portandola in giro
in balía del quotidiano
gioco balordo degli incontri
e degli inviti,
fino a farne una stucchevole estranea.
Costantinos Kavafis
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lunedì 15 giugno 2009
martedì 26 maggio 2009
domenica 24 maggio 2009
AFFRETTATI, PUNTO DI DOMANDA
MA DI MILLE ANNI PORTANO IL DOLORE.
SE I GIORNI SONO BREVI E SE LE NOTTI NOIOSE SONO LUNGHE,
PERCHè NON PRENDERE UNA LAMPADA
E USCIRE FUORI ALLA VENTURA?
SE VUOI ESSERE GIOCONDO, AFFRETTATI,
NON ASPETTARE UN'ALTRA VOLTA.
si potrebbe far di più, ma cosa?
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domenica 17 maggio 2009
O è BIANCO O è NERO
O è bianco o è nero, il grigio esiste solo quando la posta è alta, anzi altissima.La stima che si ha per se stessi è più di qualsiasi presunzione altrui.
Si cresce e le esperienze passate alimentano la forza interiore.
Troppe parole che stancano, che mandano in corto circuito il sistema, e allora ci si chiede: " ne vale la pena?"...
No, energie sprecate...
perchè ancora appartengono a qualcun altro.
Il magma confusionale è ben lontano e diverso da quello passionale.
Non si può legare con una corda di parole "inutili" chi ha voglia di volare. Solo corde di fili di seta hanno tale pregio.
Difficile accontentarsi dopo che hai conosciuto il calore della seta... sicuramente Arriverà anche quel momento.
Quel momento non è ora.
Distinguere le apparenze dalla realtà concreta, il vero dal falso, capire, insomma, ciò che <<è>> e ciò che accade.
Conoscere è sempre scegliere, io scelgo, perchè adesso so cosa fare.
Volo.
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giovedì 30 aprile 2009
e allora si...Conoscere è sempre scegliere.
Questa sera mi gira la testa, mi fa male la testa. Perchè?
Gli aspetti di ogni situazione, come gli individui, sono molteplici e spesso imprevedibili, a volte discordanti, certo non immediatamente comprensibili proprio perchè sono molti, ognuno con un suo preciso significato e una definita, ma sconosciuta, ragione d'essere nel mosaico dei fatti e delle reazioni. L'immagine di una folla, di un carattere, di un avvenire di cose con le contraddizioni, gli interrogativi, le sorprese che sono il tessuto di ogni vita.
Distinguere le apparenze dalla realtà concreta, il vero dal falso, capire, insomma, ciò che <<è>> e ciò che accade.
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venerdì 24 aprile 2009
SAVIANO CI AVEVA AVVERTITO...
In Gomorra, Saviano ci aveva avvertito che le case degli Abruzzesi erano piene di sabbia

Davvero toccante rileggere ora, dopo la tragedia in Abruzzo, le parole di Saviano nel libro "Gomorra". Aprite a pagina 236 e leggete:
Io so e ho le prove. So come è stata costruita mezz'Italia. E più di mezza. Conosco le mani, le dita, i progetti. E la sabbia. La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli. Quartieri, parchi, ville. A Castelvolturno nessuno dimentica le file infinite dei camion che depredavano il Volturno della sua sabbia. Camion in fila, che attraversavano le terre costeggiate da contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma. Erano riusciti a rimanere, a resistere senza emigrare e sotto i loro occhi gli portavano via tutto. Ora quella sabbia è nelle pareti dei condomini abruzzesi, nei palazzi di Varese, Asiago, Genova.
(Saviano - Gomorra)
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martedì 24 marzo 2009
il si e il no
il no diventa sì,
il sì diventa contemporaneamente sì e no,
il no diventa
contemporaneamente no e sì:
quindi i contrari si equilibrano, si neutralizzano, si paralizzano.
La fusione di questi due pensieri contraddittori
costituisce un pensiero nuovo che ne è la SINTESI.
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venerdì 7 novembre 2008
CAMMINARE
Sono in cammino più di prima anche se ancora non conosco la mia destinazione o forse si:il mondo, quello da cui mi difendo, sfuggo, vivo. Camminare mi è stato detto.
Camminare un verbo che apre l'incognita di molte strade ed evoca la stanchezza di troppe soste.
Camminare e riflettere su come comportarsi per non disperdere le proprie energie in avventure inutili o pericolose e cercare di capire, durante le inevitabili esperienze del camminare, le cause di ciò che avviene, perchè il futuro non sia una trappola insidiosa.
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venerdì 31 ottobre 2008
SHANTI, SHANTI, SHANTI
SAHA NAV BHUNAKTU
SAHA VIRYAM KARAVAVAHAI
TEJASVI NAV ADHITAM ASTU
MA VIDVISAVAHAI
OM SHANTI, SHANTI, SHANTI OM
INSIEME NELL'IMPARARE ACCETTIAMOCI
PER QUELLO CHE SIAMO
INSIEME ACQUISTIAMO FORZA ED ENERGIA
SEMPRE CHIARO SIA IL NOSTRO CAPIRE
UNITI GLI UNI AGLI ALTRI SENZA ODIO
PACE PACE PACE
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