mercoledì 10 dicembre 2008
domenica 7 dicembre 2008
martedì 2 dicembre 2008
COSIMO E VIOLA
Viola ebbe un moto di contrarietà che era anche un moto di stanchezza. Eppure ancora avrebbe potuto capirlo, come difatti lo capiva, anzi aveva sulle labbra le parole da dire: “Tu sei come io ti voglio” e salire subito da lui… Si morse un labbro.
Corse alla villa, fece i bagagli, partì senza neppure dire niente ai luogotenenti. Fu di parola. Non tornò a più Ombrosa. Andò in Francia e gli avvenimenti storici s’accavallarono alla sua volontà, quand’ella già non desiderava che tornare. Scoppiò la rivoluzione, poi la guerra; la Marchesa dapprima interessata al nuovo corso degli eventi (era nell’entourage di Lafayette), emigrò poi nel Belgio e di là in Inghilterra. Nella nebbia di Londra, durante i primi anni delle guerre contro Napoleone, sognava gli alberi d’Ombrosa. Poi si risposò con un lord interessato nella Compagnia delle Indie e si stabilì a Calcutta. Dalla sua terrazza guardava le foreste, gli alberi più strani di quelli del giardino della sua infanzia, e le pareva ogni momento di vedere Cosimo farsi largo tra le foglie. Ma era l’ombra d’una scimmia o d’un giaguaro.
Poi venne il tempo della violenza distruggitrice: ogni albero, cominciava dalla vetta e, via una foglia via l’altra, rapidissimo lo riduceva bruco come d’inverno, anche se non era d’abito spogliante. Poi risaliva in cima e tutti i ramoscelli li spezzava finché non lasciava che le grosse travature, risaliva ancora, e con un temperino cominciava a staccare la corteccia, e si vedevano le piante scorticate scoprire il tronco bianco con abbrividante aria ferita.
E in tutto questo rovello, non c’era più risentimento contro Viola, ma soltanto rimorso per averla perduta, per non aver saputo tenerla legata a sé, per averla ferita con un ingiusto e sciocco orgoglio. Perché, ora lo capiva, lei gli era stata sempre fedele, e se si portava dietro altri due uomini era per significare che stimava solo Cosimo degno d’essere il suo unico amante, e tutte le sue insoddisfazioni e bizze non erano che la smania insaziabile di far crescere il loro innamoramento non ammettendo che toccasse un culmine, e lui lui lui non aveva capito nulla di questo e l’aveva inasprita fino a perderla.
Per alcune settimane si tenne nel bosco, solo come mai era stato; non aveva più neanche Ottimo Massimo, perché se l’era portato via Viola. Quando mio fratello tornò a mostrarsi a Ombrosa, era cambiato. Neanch’io potevo più farmi illusioni: stavolta Cosimo era proprio diventato matto.
alle
13:03
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lunedì 1 dicembre 2008
parole regalatemi...
dai sbilanciati berbèr...
fai pure la timida....
secondo me sei un pò berbèr...
mi piace l'idea di me berbèr...
alle
22:37
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Etichette: IO
LA LUNA
in questo primo di dicembre,
c'è una sottile luna accompagnata da una stella.
Una coppia che affascina
per tanta bellezza e dolcezza.
Finalmente si lascia andare
ora che nessuno la vede
l' ascolta e reclama.
Forse ha troppe cose per la testa,
troppe persone "inutili" intorno,
troppi impegni,
troppe parole da ascoltare
nessuno delle quali che le interessino veramente...
non ha granchè da dire.
quello che le sta a cuore lavora dentro
e non ha bisogno di parole...
ti chiamo dopo
ok chiama dopo
scegli bene però,
le parole per dopo.
Sono stanca di ricevere
gomitate ben appuntite,
non portano niente.
A lungo andare solo indifferenza.
...
DRIINNN DRINNN DRINNN
...pronto...
... ciao come stai?
... bene grazie e tu?
... bene grazie e tu?...
... bene grazie e tu?
... bene grazie e tu?...
Sara ascolta mentre lui
con tono "metallico"
qualcosa le racconta.
E' piacevole ugualmente.
Mercoledì sono andato via,
come ogni anno mi hanno richiesto.
Bene! son contenta di quello che hai fatto,
che tu abbia visto loro e che ti sia ricaricato...
L'atmosfera di Quella città ti fa bene,
quell'occasione ti ha sempre regalato bei momenti...
E' fiera di lui
( ma al maestro questa cosa non interessa più)
e lei non glielo dice.
senti allora come ci mettiamo daccordo?...
Sara si siede,
non lo so
fai tu
vedi tu
scegli tu
dimmi tu
decidi tu
non importa più
indifferenza
ormai qualsiasi risposta è indifferente.
Ne ha ricevute così tante...
son fatto così
devo fare la lavatrice
no, ho un impegno
no, non posso
si potrebbe fare
ti farò sapere
se continui così mi fai arrabbiare
devo partire
sono qua e son la in fila per 6 con il resto di 2
Una in più o in meno non cambia niente.
Vorrebbe dirgli:
Sorridi e smettila di pungere.
Alleggerisci il carico...
un leggero affaticamento si è avviato
l'ossigeno inizia a mancare
e la piccola fiammella di Moccolo
diventa sempre più debole
e pesante da alimentare.
La testa gira non solo per le parole di lui.
Avvenimenti, fatti, umori.
Sara sta cambiando,
vede lucidamente cosa vuole
e cosa è meglio per lei.
Chiude il telefono
è cosa buona distendersi.
Chiude gli occhi.
Domani si vedrà
...
alle
21:59
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Etichette: AMORE, SARA e IL MAESTRO
Anita Berber
Anita Berber è stata uno dei personaggi più scandalosi della Repubblica di Weimar. Non ebbe paura di mostrare la sua bisessualità ed i suoi vizi smodati fra uso di droghe ed altri eccessi, ma fu soprattutto un’attrice carismatica e la prima danzatrice che si esibì nuda incarnando sulle scene l'incredibile modernismo di una cultura e di un'umanità che il nazionalsocialismo tedesco spazzò via nel giro di dieci anni.
Morì di overdose nel 1928.
Anita Berber (1899 – 1928) was a German dancer, actress, writer, and prostitute who was the subject of an Otto Dix painting. She lived during the Weimar period.
Born to divorced bohemian parents (a cabarét artist and a violinist), she was raised mainly by her grandmother in Dresden. By the time she was 16, she had moved to Berlin and made her debut as a cabaret dancer. By 1918 she was working in film, and she began dancing nude in 1919. She was scandalous, androgynous and infamous, quickly making a name for herself on the Berlin scene. She wore heavy dancer’s make-up, which on the black and white photos and films of the time came across as jet black lipstick painted across the heart-shaped part of her skinny lips, and charcoaled eyes.[1]
Her hair was cut fashionably into a short bob and was frequently bright red, as in 1925 when the German painter Otto Dix painted a portrait of her, titled "The Dancer Anita Berber". Her dancer friend and sometime lover Sebastian Droste, who performed in the film Algol (1920), was skinny and h
ad black hair with gelled up curls much like sideburns. Neither of them wore much more than lowslung loincloths and Anita occasionally a corsage worn well below her small breasts.[1]
Berber's cocaine addiction and bisexuality were matters of public chatter.[2] She was allegedly the sexual slave of a woman and the woman's 15-year-old daughter. She could often be seen in Berlin's hotel lobbies, nightclubs and casinos, naked apart from an elegant sable wrap, with a pet monkey and a silver brooch packed with cocaine. Besides being a cocaine addict, she was an alcoholic, but at the age of 29, gave up both suddenly and completely. According to Mel Gordon in The Seven Addictions and Five Professions of Anita Berber,[3] she was diagnosed with galloping tuberculosis while performing abroad. She died on November 10, 1928 in a Kreuzberg hospital and was buried at St. Thomas cemetery in Neukölln.
A 1987 film by Rosa von Praunheim titled Anita - Tänze des Lasters centres around the life of Anita Berber.[4] The band Death in Vegas named a song after her, and is on the album Satan's Circus.
filmografia
Unheimliche Geschichten (Storie inquietanti, 1919)
Regia: Richard Oswald; sceneggiatura: R. Oswald, Robert Liebmann; fotografia: Carl Hoffmann; interpreti: Anita Berber, Reinhold Schünzel, Conrad Veidt, Hugo Döblin, Paul Morgan, Georg John; origine: Germania; produzione: Film AG; durata: 109’
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18:42
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venerdì 28 novembre 2008
lunedì 24 novembre 2008
chi ha tolto la corrente?
Dopo un fine settimana montanaro sono stata prosciugata delle mie energie.
Oggi è difficile affrontare questo lunedì. Sono stanca.
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10:07
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giovedì 20 novembre 2008
DOPOSBORNIA SPIRITUALE
Per il puro,,, tutto è puro; invece il pessimista scopre dappertutto lo zampino del diavolo, il tallone d'Achille... paroleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparole paroleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparole paroleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparoleparole
pensieripensieripensieripensieripensieripensieripensieripensieripensieripensieripensieripensieri
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pensieripensieripensieripensieripensieripensieripensieripensieripensieripensieripensieripensieri
pensieri
troppe parole in pensieri, ogni pensiero un mattone del e nel tempo
e i fatti?
I fatti si perdono in questo oceano di pensieri in parole!
prendimi chiamami cercami agisci!
non mi lasciare andare via.
Sara appoggia la penna sul tavolo,, piega il foglio.
Riprende a sorseggiare il suo vino rosso.
alle
23:13
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Etichette: AMORE, SARA e IL MAESTRO
martedì 18 novembre 2008
L'AMICA DI PAPà
Piace a lui e piace ai suoi piccoli cuccioli di sette e otto anni.
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21:39
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Etichette: ALTRO, COINCIDENZE
venerdì 14 novembre 2008
giovedì 13 novembre 2008
ELIMINATA

Il pianto si addice a una dea.
Quando non ha saputo riconoscere il suo doppio, creato dall'inizio dei tempi per lei,
seminato nel cuore nella mente e nell'anima.
Se l'ha lasciato andare senza farsi riconoscere,
la nostagia sarà meno dolce e allagherà i suoi giorni.
Ma più amaro e disperato è il pianto di colui
che di una dea ha ucciso le illusioni.
Dicono che l'amore inganna i sensi.
Altera e distorce le sensazioni.
Ci si odora e si sentono gli odori,
si gusta e ci si gusta,
si tocca e si è toccati,
si vedono i colori
e ci si specchia anche nelle superfici opache.
Non è solo questo.
L'amore passa attraverso le parentesi.
Si apre e si chiude con l'umore delgioco antico del nascondersi e del ritrovarsi.
Sono stata schiava dell'amore.
Volevo il dilatarsi del tempo dentro i sensi e nello stomaco per fare arrivare quella cosa struggente che quasi porta alle lacrime.
Punto esclamativo.
E già l'amore ha un abuso di esclamazioni.
Altro punto esclamativo.
La dea mi ha detto che posso vedere ancora senza inganni e posso sentire il reale odore di un uomo su di me.
amo vado e poi dimentico
punto a capo
il quinto battito del cuore
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19:40
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lunedì 10 novembre 2008
parole regalatemi

"va bene va bene va bene anche se non va bene! alla grande sempre,,, anche quando non è neppure abbastanza, si dice alla grande.... però ridi almeno un pò, almeno virtualmente! "
alle
19:35
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Etichette: IO
venerdì 7 novembre 2008
CAMMINARE
Sono in cammino più di prima anche se ancora non conosco la mia destinazione o forse si:il mondo, quello da cui mi difendo, sfuggo, vivo. Camminare mi è stato detto.
Camminare un verbo che apre l'incognita di molte strade ed evoca la stanchezza di troppe soste.
Camminare e riflettere su come comportarsi per non disperdere le proprie energie in avventure inutili o pericolose e cercare di capire, durante le inevitabili esperienze del camminare, le cause di ciò che avviene, perchè il futuro non sia una trappola insidiosa.
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20:33
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mercoledì 5 novembre 2008
se solo tu sapessi
"Se solo tu sapessi ... o ti ricordassi di me" Se solo tu sapessi, la mente di Sara ogni tanto ripete.
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14:50
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Etichette: AMORE, finchè la barca va lasciala andare, SARA e IL MAESTRO
martedì 4 novembre 2008
ricetta di "crema" di fantasie carotiane con i grattini all'uovo!ingredienti:
alla fine "crema" di fantasie carotiane con i grattini all'uovo!ingredienti:
- 4 carote
- mezza cipolla
- 4 cucchiai di grattini all'uovo
- mezzo lt d'acqua
- 1 patata
- 1 dado vegetale
- pepe nero o rosso a piacimento
GUARDI LA PENTOLA E INIZI A RIEMPIRLA DI CAROTE GATTUGIATE CON LA GRATTUGIA IKEA( se non è ikea non viene con lo stesso sapore).
Poi prendi la patata, se non hai voglia di pelarla fai come gli inglesi... Usala con la buccia!
Quindi prendi la patata e la grattugi pure, tutta! non pensare di mollare il colpo dopo che hai grattugiato solo 4 carote.
Dopo non aver mollato la patata a metà, ma hai portato fino in fondo il tuo dovere buttala dentro la pentola insieme a quella poltiglia arancione quasi marroncina di carote.
Le carote quando vengono tagliate dopo poco diventano di sto colore cacchetta, ma tu non ti spaventare, il risultato finale è quello che conta.
Poi visto che sei in un momento difficile della tua vita una lacrima in più non fa niente... prendi la cipollazza e inizi a sbucciarla per poi tagliarla fine fine, fin quando i tuoi occhi non la vedranno più perchè stai in un mare di lacrime!
SCHERZOOO! non la vedi più perche l'hai tritata!...
Ecco butta anche quella nella pentola insieme all'amica carota e cipolla.
Nel frattempo c'è il dado vegetale che richiama la tua attenzione perchè è stufo quasi a scadere di stare dentro al frigorifero.
Quindi lo privi della sua splendida cartina verde e lo lanci dentro la pentola. MAle non fa.
Anzi sapore chimico vegetale.

A questo punto accendi il fuoco e approfittane se fumi per accenderti una sigaretta per l'inizio dell'attesa.
Cosa aspetti?
Aspetti che tutto questo miscuglio di fantasie di verdure e complementi prendano una forma quasi certa... molliccia e arancione, e quel poco di acqua, diventata sughiieeettto bolla un attimino.
Allora è proprio in questo fatale momento( cioè acqua bolle) che i grattini all'uovo entrano in scena ( logicamente se in dispensa hai anche i grattoni... niente ci fa! io voglio i grattini!).
4 cucchiai di grattini vanno gettati nella pentola dello stregone.
Allora tu che fai?
inizia a tagliare il peperoncino a pezzettini pezzettini e poi... ricordati di passare le mani sugli occhi, non si sa mai tu abbia ancora voglia di piangere, imprecare, colpevolizzarti e altre cose del genere.
Quando il grattino si è gonfiato bene bene, perchè ha fatto il Fighiietto caloroso con la carota...
TUTTO é PRONTO!
prendi un bel piatto ( perchè anche la forma ha il suo perchè e poi si sa, l'occhio vuole la sua parte) versa delicatamente( ti sei già sfogato prima nel tagliare sul tagliere), aggiungi un filo d'olio e tutto il peperoncino fresco che hai tagliato.
Et voilà! Les jeux sont fait !
BUONA CENA.
ps: se hai del coriandolo fresco
ci sta da Dio!
alle
21:50
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LISTA DELLA SPESA
- SALVARSI DAL TORCICOLLO FARE MASSAGGIO SCIAZZU... fatto... in silenzio ho subito la tortura, sembravo la donna elastico
- LAVARE MIRTILLA... lavata
- MONTARE LA PUNTATA DI ENEWS... montata
- ANDARE A RECUPERARE IL MAC DAL DOTTORE ENTRO LE ORE 17... recuperato non resistevo più..
- ARRIVARE ALL'APPUNTAMENTO CON L'IDRAULICO ENTRO LE 17.10... arrivata ma lui mi aspettava già sul pianerottolo con il tubo per il mio WC in mano... niente fraintentimenti!
- APRIRE LA PORTA DI CASA CON IL MAC IN BRACCIO MIRTILLA CHE ABBAIA L'IDRAULICO CHE SI BAGNA E CERCARE DI ANTICIPARE I PIEDI DEL SIGNORE IDRAULICO PRIMA DI FARLI POGGIARE SULLE PIASTRELLE LUCIDATE CON LA CERA QUESTA MATTINA... il signore idraulico se n'è altamente sbattutto! MIrtilla pure e io inizio ad andare in ansia per quello che vedo... impronte impronte impronte
- ASSISTERE IL SIGNORE IDRAULICO CHE MI STA ALLAGANDO IL BAGNOMENTRE SMONTA LA CASSETTA DELL'ACQUA DEL MIO STRONZISSIMO WC... assistito e nel frattempo con molta indifferenza passo il piedino con sotto lo straccio su tutte quelle immense gocciolone sul pavimento
- CHIEDERE CON FARE INGENUO AL SIGNORE IDRAULICO SE, NEL FRATTEMPO CHE ASPETTIAMO LE VARIE RIPRESE D'ACQUA DEL VATER, MI PUò METTERE IL NEON IN CUCINA... SA, CI VUOLE FORZA VIRILE... altro che forza virile, ho passato una mattinata a cercare di capire come incastrare quella cazzo di bacchetta neon fra poco la rompevo!

- SEMPRE MENTRE SI ASPETTA L'ESITO POSITIVO DEL VATER CHIEDO SEMPRE CON FACCINA SIMPATICA E TONO SICULO SE PUò DARE UNA CONTROLLATINA ANCHE AL LAVNDINO... SA DOPO CHE MI HA DETTO DI CAMBIARE I FILTRI DI TUTTI I RUBINETTI, DI COLPO è USCITA UN GRAN ACQUA... TANTO DA OTTURARMI IL LAVANDINO.... mentre con lo sturacessi il signore idraulico si fa venire una sincope io mi coloro di simpatico rosso la faccia... viene estratto: un orecchino, residui di matita per gli occhi e dulcis infundussss... capelli. Il signore idraulico con fare sufficiente mi dice: quante cose buttate voi donne in questi lavandini.
- OPERAZIONE BAGNO TERMINATA PAGHARE IL SIGNORE IDRAULICO... non è che è posso pagare con un assegno? Oddio ora quanto mi chiederà?... Risposta ma quale assegno! ma non ce li hai 30 euri? NOOOOOOO
- ANDARE AL BANCOMAT CON MIRTILLA MENTRE FUORI PIOVE, ANZI DILUVIA... ma pezza di pazza ma non hai visto che la butta giù a secchiate? Niente ombrello fa bene un po di umido per il mio collo
- PAGARE IL SIGNORE IDRAULICO CON UN BEL BIGLIETTONE DA 50... e sentirsi: dire anche questa! Tu oggi mi fai impazzire! NOn ho il
resto... Hi Hi Hi in fin dei conti sono una simpatica!
- ENTRARE NEL TABACCHI E SCAMBIARE IL BIGLIETTONE...venendo assalita dal cane Gaia rivale di Mirtilla e creare un 48!
si apre il frigo e....... solo carote!
- FARE LA SPESA PER SOPRAVVIVERE.... fuori piove! piuttosto digiuno ma non esco più! neanche per andare afare ioga!
alle
18:40
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venerdì 31 ottobre 2008
SHANTI, SHANTI, SHANTI
SAHA NAV BHUNAKTU
SAHA VIRYAM KARAVAVAHAI
TEJASVI NAV ADHITAM ASTU
MA VIDVISAVAHAI
OM SHANTI, SHANTI, SHANTI OM
INSIEME NELL'IMPARARE ACCETTIAMOCI
PER QUELLO CHE SIAMO
INSIEME ACQUISTIAMO FORZA ED ENERGIA
SEMPRE CHIARO SIA IL NOSTRO CAPIRE
UNITI GLI UNI AGLI ALTRI SENZA ODIO
PACE PACE PACE
alle
20:07
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